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varie ed eventuali in libertà e senza pretese

24 novembre 2011
Da Radio Circolo


-------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------------- Tramite il Circolo On Line "Libertà è Partecipazione"

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1 ottobre 2011
Vetrina del Circolo

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27 settembre 2011
La Rete della Democrazia
La RETE della democrazia
Documento di Libertà è partecipazione”, circolo on line del PD
Incontro 22-23 ottobre Bologna
In un  momento così difficile della storia italiana occorrono scelte nette e  riforme radicali che 
facciano uscire il nostro Paese dal declino economico, morale e civile in cui è caduto e consentano 
di riprendere il cammino della crescita, della coesione sociale e della speranza in un futuro migliore 
per le giovani generazioni.
Come è  stato ripetutamente dichiarato anche dalle più significative componenti del  mondo delle 
imprese e del lavoro, è necessario un momento di forte discontinuità che non può essere realizzato 
dalle forze politiche che compongono l’attuale maggioranza di governo.
Non possiamo non sottolineare lo spettacolo penoso ed offensivo del senso civico comune presente 
in troppi atteggiamenti del Presidente del Consiglio, tale da non consentire indugi, volendosi 
recuperare il decoro delle istituzioni e l'immagine del Paese.
La discontinuità tuttavia non può essere rappresentata da un semplice cambio di governo, se 
debbono essere sanati i guasti e rimossi i rischi di future derive populistiche. .
La gravità della situazione coinvolge in profondità il rapporto fra classe politica e società civile. 
Riteniamo pertanto necessario che gli esponenti migliori della società civile abbiano la possibilità di 
partecipare all'attività politica,  ricevendo attenzione dal sistema dei partiti  e prefigurando il 
ricambio generazionale e morale della classe politica.
Sono necessarie al più presto nuove elezioni che permettano questo ricambio e consentano al Paese 
di esprimere le sue migliori energie per avviare una vera discontinuità e riprendere la crescita.
Solo in tal modo, anche a livello internazionale, l’Italia potrà ottenere un recupero della propria 
credibilità e convincere gli investitori che sono state definitivamente recise  le collusioni e 
connivenze di un sistema che inibisce  lo sviluppo in nome del mantenimento di una rete di 
privilegi.
All’interno di questo processo, riteniamo che il Partito Democratico possa e debba svolgere un 
ruolo decisivo rivedendo e rielaborando la propria funzione, stimolando la partecipazione del cittadino alla vita politica e democratizzando la vita interna del partito.
Il Partito Democratico  deve rappresentare il centro di sviluppo della partecipazione,  ricomponendo 
una linea di collaborazione e di continuità fra rappresentati e rappresentanti .
Nei confronti della società civile deve essere chiaro che il partito non cerca il monopolio 
dell’espressione e dei canali di  partecipazione del cittadino, che devono  potersi sviluppare 
liberamente  nelle associazioni , in rete ecc. , bensì desidera collocarsi fra loro come forza 
stimolante e creativa.
Nel momento della scelta delle candidature per le elezioni politiche il partito deve aprire la propria 
lista ai  cittadini anche non iscritti. Le candidature vanno scelte con il metodo delle primarie. 
Dobbiamo ripetere l’esperienza positiva delle elezioni amministrative di Milano e Napoli,  con la 
saldatura attorno ai candidati di un consenso che superi la base del nostro partito per rappresentare 
non solo la coalizione di opposizione ma tutti i movimenti, compresi gli ancora incerti che debbono 
trovare un punto di riferimento per le loro istanze di  cambiamento.
Relativamente invece al processo di democratizzazione interna non possiamo che ripetere quanto 
abbiamo già espresso nella lettera alla Conferenza Nazionale sul tema del partito, ribadendo i 
seguenti punti:1)Tutto il potere ai circoli . In sostanza il percorso di formazione degli organismi di coordinamento 
e di livello superiore, sino all’assemblea nazionale, dovrebbe essere formato solo ed esclusivamente 
dai rappresentanti eletti dai circoli territoriali, di settore e/o ambiente e online. Via via i 
rappresentanti dovrebbero a loro volta scegliere, mediante candidature, gli elementi più 
rappresentativi per i livelli superiori sino alla composizione dell’Assemblea Nazionale dove viene 
eletto il Segretario con il metodo delle primarie e la Direzione Nazionale. Dell’assemblea Nazionale 
potrebbero far parte, come previsto anche oggi, elementi scelti in rappresentanza dei parlamentari . 
Se nella prima fase della creazione del Partito la sua genesi  verticistica  poteva far preferire una 
organizzazione diversa, oggi i tempi sono maturi per un cambiamento radicale.
2) La diffusione e l’utilizzo delle opportunità di comunicazione offerte dalla Rete sono forse uno 
delle novità più importanti della nostra società.
Perché tuttavia queste possibilità rappresentino una nuova opportunità nel rapporto fra la 
popolazione, i movimenti e le organizzazioni tradizionali della politica, i partiti, è necessario trovare 
adeguate forme di organizzazione e di rappresentanza.
Il PD ha previsto nel suo Statuto la possibilità organizzativa di circoli nella rete: i circoli online. Noi 
riteniamo che una opportuna valorizzazione di questo strumento possa migliorare le possibilità di 
partecipazione riannodando il percorso verticale fra base e vertice e permettendo una circolazione 
più veloce delle idee nell’uno e nell’altro senso. E’ questa la scommessa su cui è nato il nostro 
Circolo PD on line “ Libertà è Partecipazione” .
La diffusione dei circoli online potrebbe rappresentare sia uno strumento di sviluppo della 
democrazia interna nella vita del partito, sia uno strumento agile d’interazione con i movimenti , le 
associazioni e la rete. Bisogna dare la possibilità di sviluppare il confronto e il dibattito dei Circoli 
utilizzando una piattaforma telematica apposita (magari “Circoli in Rete” ?) e consentendo che da 
questa possano scaturire  proposte da offrire al vaglio della Direzione Nazionale.
Desideriamo concludere il nostro intervento con un plauso nei confronti dell’iniziativa che ha 
permesso queste giornate di Bologna dove gran parte delle forze che desiderano lavorare per una 
maggiore partecipazione dei cittadini alla vita politica del Partito e del Paese hanno avuto la 
possibilità d’incontrarsi.
Riterremmo utile che si uscisse da queste giornate con parole d’ordine unitarie come queste:
1) Via il Governo Berlusconi. Chiediamo elezioni politiche immediate per il ricambio della classe 
politica
2) Primarie per la scelta dei candidati, aprendo la nostra lista agli esponenti della società civile , dei 
movimenti e delle associazioni
3) Tutto il potere ai Circoli
Chiediamo al partito di organizzare una mobilitazione permanente fino alla caduta del  governo.
Organizziamo in tutte le città comitati aperti ai cittadini, associazioni e movimenti per 
l'individuazione dei candidati da presentare alle primarie.

8 settembre 2011
Il vincolo di mandato

Ogni membro del Parlamento rappresenta la Nazione ed esercita le sue funzioni senza vincolo di mandato.

Questo articolo della Costituzione (art. 67) da un po’ di tempo a questa parte è diventato fonte di discussioni e comincia a comparire sempre più spesso nei ragionamenti sulle cose da cambiare o da eliminare per migliorare la qualità della politica.

L’articolo in questione stabilisce implicitamente che il mandato ricevuto dal parlamentare ha carattere generale e che il mandante  è l’intero corpo elettorale, non il singolo collegio. Il Parlamentare, ogni parlamentare, rappresenta l’intera Nazione e non un collegio, una circoscrizione e un dipartimento che dir si voglia.  Stabilisce inoltre  che il partito nelle cui liste il parlamentare è stato candidato non ha su di lui, una volta eletto in Parlamento, alcun potere legalmente riconosciuto. Parliamo ovviamente di vincoli o non vincoli di carattere giuridico per cui nessuno può perseguire legalmente un parlamentare che “non mantenga le promesse” o che non ubbidisca al partito con il quale è stato eletto.

Ma la regola vale anche per i partiti: nessuno può perseguire legalmente un partito che disattenda il proprio programma elettorale.  

Diverso è il discorso per i vincoli di carattere politico e, se si vuole, morale. Questi esistono ma non possono che comportare conseguenze politiche.

L’istituto in base al quale i parlamentari sono responsabili nei confronti dei “loro” elettori invece che nei confronti dell’intero corpo elettorale pena la revoca del mandato, si chiamerebbe qualora esistesse, mandato imperativo.  E l’articolo 67 proprio a questo si riferisce, escludendo che possa esistere un mandato imperativo per i parlamentari. Il mandato imperativo è tipico dei rapporti privatistici di rappresentanza: si dà mandato imperativo al proprio avvocato, alla propria banca, al proprio procuratore ecc.  E se ritengo che la persona alla quale ho dato un mandato non mi tuteli o faccia i miei interessi nel migliore dei modi glielo posso revocare.

Il divieto del mandato imperativo per i parlamentari risale per lo meno alla Costituzione francese del 1791  che recitava espressamente: "I rappresentanti eletti nei dipartimenti non saranno rappresentanti di un dipartimento particolare, ma della nazione intera, e non potrà essere conferito loro alcun mandato": il riferimento è ovviamente al mandato imperativo.

Da allora questo principio è presente in quasi tutte le Costituzioni democratiche.

La Costituzione tedesca afferma che i parlamentari del Bundestag  « sono scelti dal popolo con elezioni generali, dirette, libere, uguali e segrete; non sono vincolati da mandati o da istruzioni e sono soggetti soltanto alla loro coscienza» (art. 38). Qualcosa che potrebbe assomigliare al vincolo di mandato esiste nell’altra camera, il Bundesrat,  che è composta da rappresentanti dei governi dei Lander, che li nominano e li revocano.

Il divieto di mandato imperativo era sancito anche dallo Statuto albertino, che all'art. 41 recitava "I Deputati rappresentano la Nazione in generale, e non le sole provincie in cui furono eletti. Nessun mandato imperativo può loro darsi dagli Elettori"

Per comprendere l’importanza di questa regola basta soffermarsi a pensare cosa accadrebbe se esistesse il vincolo di mandato ovvero il mandato imperativo.

Intanto è evidente che in caso di mancato rispetto del mandato lo stesso dovrebbe essere revocato al parlamentare.

Ma chi dovrebbe chiedere la revoca del mandato? Gli elettori naturalmente. Poiché ogni elettore ha dato mandato al parlamentare ogni singolo elettore dovrebbe essere autorizzato a chiederne la revoca. Quindi dovrebbe bastare un solo elettore: ma il voto è segreto; come si fa ad essere sicuri che chi chiede la revoca sia realmente un elettore del parlamentare? E poi cosa penserebbero gli altri elettori? E poi, in molti casi, chi stabilisce se il mandato è stato rispettato o no?  

Ancora. Io e il mio amico Gesualdo abbiamo votato lo stesso candidato: ma siamo sicuri che gli abbiamo dato lo stesso mandato? Conoscendo bene il mio amico Gesualdo penso che sia assai probabile che lui gli abbia dato (in cuor suo) un mandato diverso dal mio. Allora quando si va a votare bisognerebbe scrivere sulla scheda anche due righe per spiegare almeno per sommi capi il mandato che si intende affidare al candidato.

Decide la maggioranza degli elettori? E infatti la maggioranza degli elettori si esprimerà alla prossima occasione elettorale, quindi ricadiamo nel vincolo politico e relativa sanzione.

Mi scuso se non mi soffermo sulla Class Action.

In ogni caso, essendo il voto segreto e non motivato, avremmo una situazione in cui saremmo certi su chi e perché revoca il mandato senza sapere chi e perché aveva dato il mandato stesso.

Non discutiamo neppure della possibilità di sanzioni richieste o imposte dal partito. Significherebbe che in parlamento contano i partiti, quindi le segreterie dei partiti e non i parlamentari. Ed è singolare che nel dibattito che si sta svolgendo nel nostro paese da una parte si invocano partiti meno invasivi e si chiede che non siano le segreterie dei partiti a nominare i parlamentari e dall’altra si pensa a rafforzare i partiti stessi (le oligarchie interne) introducendo il vincolo di mandato.

In giro per la Rete alla ricerca di blog e forum dove si dibatte questo argomento ho letto più volte espressioni che nella sostanza affermano che i partiti e i parlamentari devono “mantenere le promesse”.  Per me è qui l’equivoco ed anche una delle radici delle distorsioni della nostra politica: nel pensare che partiti e parlamentare debbano fare delle “promesse” da mantenere.

Lo so. Rimane il problema del trasformismo che avvelena la vita politica italiana da sempre. Ma non può funzionare la scorciatoia del vincolo di mandato.


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6 settembre 2011
Circoli On-Line
CIRCOLI PD ON LINE: IL FUTURO SI FA PRESENTE PER UN VERO PARTITO DEMOCRATICO 

 La diffusione e l’utilizzo delle opportunità di comunicazione sono forse uno dei tratti caratterizzanti della nostra epoca. L’utilizzo della rete ha permesso la diffusione capillare di comportamenti di partecipazione attiva, anche con il superamento delle distanze fisiche, e la possibilità di disporre rapidamente di informazioni originali su cui esprimere un proprio libero giudizio L’impressione è tuttavia quella di essere ancora lontani dall’aver utilizzato tutte le possibilità del mezzo, specialmente in una organizzazione politica moderna quale vuole essere il Partito Democratico.La nostra esperienza come circolo PD online "Libertá é Partecipazione" (in formazione), al di la del riscontro obiettivamente insufficiente ottenuto dai documenti prodotti finora, rappresenta in se una un importante e vitale esempio di partecipazione politica "organizzata" in rete.Noi riteniamo che sulla base di questo esempio e dei pochissimi altri esistenti, ancora attivi o meno, il PD debba iniziare una riflessione seria e dettagliata su come organizzare la presenza del partito in rete.A tal fine segnaliamo al partito ed alle altre comunitá online i seguenti spunti di riflessione e proposte operative1) La partecipazione virtuale NON è in antitesi a quella reale nei circoli territoriali, al contrario può e deve facilitare l'impegno politico a chi ha oggettivi limiti temporali e/o geografici ed allo stesso tempo rendere le indipensabili riunioni “fisiche” più produttive in quanto consente di prepararle con anticipazione per arrivare alle assemblee nei circoli teritoriali avendo gia approfondito ed evidenziato i punti importanti ed elaborato bozze di proposte concrete.Il concetto di fondo non é quindi sviluppare una rete di circoli online in alternativa od in "competizione" con quelli territoriali, ma "unificare" la struttura organizzativa di base del partito prevedendo che tutti i circoli del PD abbiano almeno presenza online e, quando possibile, anche fisica sul territorio e che tutte queste realtá, ovvero circoli sia virtuali che territoriali o circoli solamente virtuali, facciano riferimento agli stessi principi fondativi ed abbiano le stesse prerogative, pur ciascuna realtá con regole organizzative e di autogoverno specifiche e funzionali al contesto di lavoro.2) Occorre onestamente riconoscere che fino ad oggi i risultati delle esperienze organizzative online del PD sono stati modesti.Il circolo online più importante formatosi, il circolo Obama, ha chiuso recentemente i battenti.Altri circoli minori sostanzialmente vivacchiano, il nostro circolo in formazione “ Libertà è Partecipazione” è nella fase di richiesta del riconoscimento ufficiale.Tra i principali problemi a nostro avviso si sono evidenziati i seguenti:a) Eccessivo numero dei partecipanti al singolo circolo:In questo modo accade che le persone più attive finiscono per togliere gli spazi d’espressione agli altri, che ritornando spettatori passivi tendono a defilarsi.La soluzione può essere limitare il numero dei partecipanti ai circoli online ad una soglia ragionevole (sul numero esatto si puó discutere) e quando questa soglia venga superata formare un nuovo circolo da mantenere in relazione a quello originario ed a tutti gli altri attraverso una rete di coordinamento.b) Difficoltà di inserirsi a pieno titolo nella vita del partito:I circoli vituali devono poter tesserare direttamente i propri iscritti attraverso processi di identificazione realizzati con l’aiuto della struttura organizzativa centrale del partito che tiene l’apposita anagrafe degli iscritti. I rappresentanti del circolo devono poter accedere ad una struttura di Direzione di coordinamento di tutti i circoli on line che deve poter dialogare con la struttura di coordinamento dei circoli territoriali e tematici.c) Possibilità di far iscrivere al circolo i tesserati PD , gli elettori ma anche i simpatizzanti ( senza diritto di voto nella scelta dei rappresentanti) in modo di aprire i circoli ad una domanda di partecipazione più vasta.d) Carenza interne ai circoli virtuali dovute ad un modello organizzativo e una struttura dirigenziale che non tiene conto delle specificitá delle comunitá in rete e della assoluta necessitá che la partecipazione venga moderata, dove per moderazione si intende piú una attivitá di stimolo e sintesi che non di controllo (seppur anche quest'ultima risulta spesso necessaria).In riguardo a ció ed a solo titolo di esempio invitiamo a prendere visione delmodello organizzativo del circolo in formazione "Libertá é Partecip...(http://circolopd.ning.com/forum/topics/modello-organizzativo-del)nel quale si é tentato di elaborare uno "statuto" che tenga conto delle specificitá sopra menzionate.3) Una delle obiezioni e preoccupazioni maggiori rispetto alla istituzionalizzazione da parte del partito dei circoli online sembra essere quella relativa al rischio che le iscrizioni non seguano procedure tali da garantire legittimitá e regolaritá.Questi timori sono comprensibili ma ingiustificati, le tecnologie e procedure per certificare un iscritto (od un simpatizzante) ad un circolo online sono disponibili da anni, sono relativamente anche più semplici delle procedure standard ed altrettanto (se non maggiormente) sicure.Tra le molteplici opzioni segnaliamo brevemente:Invio di documentazione scannerizzata al responsabile (si può falsificare ? si come quella cartacea che viene presentata ai circoli teritoriali)Verifica audio/visuale in chat (l’iscritto viene convocato in video conferenza dal responsabile per confermare l’scrizione)Posta elettronica certificata (che si comincia ad utilizzare anche nelle strutture pubbliche statali) ed altre ancora che possono dare garanzie almeno pari quando non superiori all’iscrizione in persona.4) Un aspetto da non trascurare e che vi sono non pochi cittadini per le quali i circoli online non sono una alternativa od un complemento partecipativo ma l’unica opzione. Parlo di cittadini Italiani che vivono all’estero in paesi dove la presenza di circoli territoriali è nulla o limitatissima, cosí come cittadini Italiani che pur residenti in aree (nazionali e non) dove la presenza dei circoli territoriali è sufficiente non possono per oggetive difficoltà (di lavoro, di salute, etc..) frequentarli con l’assiduità richiesta o desiderata.5) Tra i molteplici aspetti positivi dei circoli online vi é quello che, una volta definita una soluzione al delicato argomento della certificazione dell’iscritto (punto 3), la diffusione dei circoli online renderebbe possibili forme di consultazione in tempo praticamente reale sia con finalità indicative (sondaggi, pareri indicativi su varie opzioni di possibili iniziative) sia per votazioni ed elezioni ufficiali quali primarie, elezione di delegati, votazione di documenti proposti da organi direttivi nazionali o di coordinamento territoriale.6) Tutto ciò, insieme ad altre innumerevoli possibilità di partecipazione e trasparenza, come l’ipotesi di accesso online a riunioni pubbliche degli organi di partito, presuppone delle forme organizzative e di autoregolamentazione standard che garantiscano sia la legittimità (si torna di nuovo al punto 3) che la democraticità della partecipazione ed attività politica in rete.In particolare il modello organizzativo dei circoli online deve, nei suoi punti fondamentali, essere studiato, elaborato e reso ufficiale in modo che tutti i circoli operino su di una base comune pur mantendo ciascuno ampia autonomia riguardo alle modalità scelte per organizzare il dibattito e le iniziative.7) Aspetto centrale é quello dell coordinamento tra i circoli e la formazione di una vera rete partecipativa:Come far si che migliaia (auspicabilmente) di realtà interagiscono tra loro in modo sincrono pur conservando ciascuna le sue peculiarita e la sua capacita`di proporre iniziative specifiche ed originali ?Come far si che il flusso di informazioni e proposte sia bidirezionale verticalmente (dalle strutture direttive del partito ai circoli e viceversa) ed orizzontalemente (tra i vari circoli e tra i vari livelli di coordinamento degli stessi) ?Tutto ciò senza frustrare le iniziative dal basso ma mantenendo allo stesso tempo la indipensabile capacità di sintesi decisionale che devono avere gli organi dirigenti.Questa crediamo sia la vera sfida, perchè se allargare e facilitare la partecipazione è da una parte l’unica via per rivitalizzare e dare un senso compiuto al progetto di un Partito Democratico degno di tal nome, dall’altra il rischio di una eccessiva frammentazione e conseguente paralisi decisionale è alto.Al momento questa capacita di interazione e diffusione di dati e conoscenze é verticalmente appena decente in una sola direzione, dall'alto in basso, mentre é cosa praticamente impossibile, e ragione di grande frustrazione tra gli iscritti, che proposte od indicazioni elaborate ai livelli inferiori arrivino all'attenzione degli organi dirigenti.Sul piano "orizzontale" ovvero di interazione e scambio di conoscenze tra i vari circoli territoriali la situazione é, se possibile, peggiore.Spesso in diverse realtá si discutono le stesse cose e si arriva alle stesse conclusioni senza che l'una sappia dell'altra ne che rimanga traccia di tanto lavoro, altrettanto spesso invece si verifica il problema opposto, ovvero asincronia totale di interessi e progetti tra realtá che dovrebbero marciare in una stessa direzione.Lo sviluppo dei circoli online e, sopratutto, l'organizzazione di una rete efficiente degli stessi puó dare risposte a tutte queste problematiche.8) dal punto di vista tecnico la creazione di una rete partecipativa online perfettamente integrata con le realtá territoriali e con funzionalita di partecipazione diretta che coprano tutti gli aspetti della vita di un circolo:iscrizioni, votazioni, discussioni in modalitá asincrona (forum, blog) e sincrona (chat, teleconferenze) condivisione di proposte e documenti in formati multimediali (audio, video, webradio, webtv), aspetti organizzativi interni con aree riservate alle strutture direttive, gestione finanziaria, etc.. etc...é cosa tutt'altro che banale.Fino ad oggi tutto ció é stato lasciato all'improvvisazione di volenterosi che hanno cercato, superando o spesso, purtroppo, non riuscendo a superare, ostacoli quali scarse competenze tecniche e seminulle diponibiltá finanziarie, di strutturare realtá utilizzando strumenti gratuiti (o semigratuiti) alcuni anche interessanti ed abbastanza funzionali ma nessuno dei quali consente il livello di integrazione, funzionalitá ed interazione con altre comunitá che é necessario per compiere un deciso salto di qualitá.Riteniamo dunque sarebbe un compito prioritario del partito quello di non limitarsi ad incoraggiare (o peggio scoraggiare) iniziative amatoriali di costruzione e coordinamento dei circoli online ma , eventualmente prendendo spunto dalle realtá esistenti, iniziare ad analizzare l'argomento per elaborare un progetto serio in merito.Il PD ha le risorse umane e dovrebbe dedicare quelle economiche necessarie (tra l'altro crediamo non si tratti di investimenti proibitivi) per sviluppare in propio una tecnologia, una piattaforma dedicata specificamente alla partecipazione politica in rete da mettere a disposizione di tutti per facilitare sia la versione online di ciascuno dei circoli territoriali esistenti, che la formazione e lo sviluppo di circoli unicamente virtuali, nonché le strutture di coordinamento di tutti questi.i circoli on line possono essere lo strumento attraverso il quale l'intero partito può utilizzare in maniera efficiente e politicamente utile la Rete ed in questa logica i circoli on line e il sito principale del partito potrebbero (dovrebbero) fare parte della stessa piattaforma, in maniera da condividere risorse più facilmente ed economicamente. É una sfida di grande complessitá ma che potrebbe veramente segnare una svolta decisiva nella costruzione di un vero Partito Democratico, una sfida a cui crediamo il PD non puó sottrarsi. Da: Libertà è Partecipazione Circolo on-linehttp://circolopd.ning.com/

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20 maggio 2011
Treni e moscerini

Qualche giorno fa nel corso di una conferenza stampa il ministro dell'Economia Giulio Tremonti ha affermato che il problema dell'Italia è il sud e che esiste una "questione meridionale". L'espressione "Questione meridionale" è antichissima, risale all'Ottocento, a pochi anni dopo la realizzazione dell'Unità d'Italia. Forse prima di lui l'aveva pronunciata anche il suo predecessore Quintino Sella. Se non ci fosse da piangere verrebbe da ridere al pensiero che dopo 150 anni la questione meridionale non è stata risolta. Lo stesso Tremonti tuttavia ha fornito, forse involontariamente, una chiave per spiegare come mai dopo 150 anni esiste ancora la questione meridionale.

Infatti il ministro ha spiegato che per capire la differenza tra il nord e il sud basta guardare i convogli ferroviari in arrivo alla stazione Termini. In quelli che arrivano da Milano i moscetini sono spiaccicati sui vetri dei finestrini, in quelli che arrivano dal sud svolazzano tranquillamente vicino ai finestrini.

Segno che i treni che vengono dal sud viaggiano a velocità inferiore a quella dei moscerini. Bastano tre ore per andare da Milano a Roma, ce ne vogliono sette-otto da Roma a Reggio Calabria.

Verissimo.

Il ministro però ha trascurato di dire che da Milano a Roma c'è l'alta velocità che per la verità continua fino a Napoli. Oltre non c'è l'alta velocità, e non è neanche in programma.

Il ministro non ha ritenuto di ricordare, perché lo sappiamo tutti, che la società che gestisce il trasporto ferroviario è la stessa sia sulla tratta Milano Roma che sulla tratta Roma - Sud; si chiama (oggi) Trenitalia e fa parte del gruppo Ferrovie dello Stato. Oggi come ieri e avantieri.

Questo governo, molto sensibile alla velocità del trasporto ferroviario da Roma a Reggio Calabria ha deciso di intervenire costruendo...  cosa? Il ponte sullo stretto.

Il ministro si è fermato a Reggio Calabria come a suo tempo Cristo si era fermato ad Eboli, ma se si fosse spinto oltre lo stretto (si riesce ad attraversarlo anche senza ponte) avrebbe potuto sperimentare la velocità dei convogli ferroviari tra Messina ed Agrigento e il comportamento della varietà sicula della specie moscerino.

Nella suddetta conferenza stampa, un altro tema di fuoco è stato la questione delle spiagge. Durante il suo viaggio in treno, il ministro era troppo occupato ad osservare i moscerini e non deve essersi accorto degli scempi già perpetrati lungo la bellissima costa calabrese. Si tratta(va) di una delle risorse economiche del sud, ma il ministro  ha tenuto a far sapere che a lui delle spiagge non gliene frega un tubo. Come della cultura e dell'arte.

Se il ministro Tremonti continua così, presto saremo finalmente in grado di rispondere alla domanda: "Ma come mai dopo 150 anni esiste ancora la questione meridionale?"

Una mano ce la da anche il premier che promette di accelerare ... i treni del sud? No, non sia mai: le procedure per il condono degli abusi edilizi.


24 marzo 2011
Circolo on Line "Libertà è Partecipazione"

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15 marzo 2011
Lo sbarco a Marsala



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6 febbraio 2011
Documento sul lavoro

SINTESI DEL DOCUMENTO SUL TEMA DEL LAVORO DEL CIRCOLO ON LINE “LIBERTA’ E’ PARTECIPAZIONE”


La gravità della crisi economico/finanziaria ha permesso di scoprire dei punti deboli del sistema economico internazionale:

1)     Incapacità di utilizzo pieno e ottimale della risorsa lavoro

2)     Creazione di aree strutturali di marginalità ed impoverimento della popolazione

3)     Progressivo incremento della disuguaglianza

4)     Incapacità di passare rapidamente ad uno sviluppo rispettoso dell’ambiente, sia nella produzione di beni, nello stile di vita, nell’utilizzo delle fonti energetiche che nello smaltimento dei rifiuti.

5)     Incapacità di ridurre il disequilibrio fra le diverse aree del mondo.


Il Mondo occidentale sta perdendo margini di competitività  ed un ridimensionamento complessivo del suo livello di benessere che lo costringerà a rimodellarsi rapidamente.

All’interno di questo quadro di riferimento il nostro Paese presenta delle peculiarità  che possono rappresentare dei punti di ulteriore difficoltà :

1)Eccessivo indebitamente dello Stato.

2) Scarsa produttività.

3) Problema generazionale.

4) Questione meridionale

5) Degrado morale e civile.

La nostra proposta sulle dinamiche del lavoro del nostro Paese va inquadrata all’interno di questa analisi.

La prima contraddizione verso cui bisogna intervenire è quella del dualismo presente fra un mercato del lavoro degli occupati a tempo indeterminato e quello del lavoro cosiddetto precario. In tal senso riteniamo che il progetto di Flexsecurity (1) del prof. Ichino, insieme agli altri disegni di legge presentati dal PD sulle limitazioni all’utilizzo del lavoro precario ed alla sua disincentivazione,  dia una prima risposta importante al problema tentando di rompere l’immobilismo che impedisce qualsiasi flessibilità con la conseguenza che troppo spesso le aziende, non potendo fare diversamente, stanno utilizzando il lavoro precario per ottenerla sia in entrata che in uscita. Non riteniamo sufficiente, come già detto, la politica dei disincentivi che comunque condividiamo. Ad integrazione e modifica  richiediamo che il mondo delle imprese elimini  l’uso anomalo e abnorme dei contratti di lavoro precario (2)accettando la riduzione e la modifica degli stessi ( introduzione del contratto unico d’ingresso come previsto dal disegno di legge Nerozzi con un solo anno di prova) e riducendo il periodo di apprendistato .

 

E’ necessario pertanto porsi il problema, con l’accordo delle forze sindacali, di liberarci dalla rigidità del lavoro offrendo la necessaria flessibilità a patto che il ricollocamento dei lavoratori avvenga con  l’assunzione di responsabilità di tutti: imprese e collettività .

 Bisogna che sia data all’impresa pubblica e privata la possibilità del licenziamento economico ma altresì che venga  garantito al lavoratore in esubero e/o licenziato un percorso di reinserimento.

 Questo progetto  descritto dal Prof Ichino nel programma Flexsecurity  prevede che per i successivi quattro anni le imprese che hanno messo in esubero il lavoratore  contribuiscano al suo ricollocamento  erogandogli la contribuzione che aveva al momento del licenziamento nella misura del 90% per il primo anno, dell’80% per il secondo anno,e del 70% per il terzo anno e del 60% per il quarto anno.

 Bisognerà tuttavia aggiungere a questo progetto due integrazioni importanti:

a)      Costituzione preventiva di un fondo di salvaguardia a carico delle imprese e dei lavoratori  che consenta di intervenire  nel caso in cui le imprese  non possano pagare l’onere previsto essendo andate in default.

b)      Nel caso in cui il lavoratore dopo i quattro anni di contratto di ricollocamento non sia ancora riuscito a trovare un’occupazione deve essere previsto il suo passaggio ad una struttura di lavoro pubblico con un salario minimo di cittadinanza.

Tali strutture di lavoro pubblico devono essere la base del sistema economico del lavoro per intervenire in tutte le situazioni in cui il mercato non riesce a soddisfare l’offerta di lavoro:


1) La struttura dovrebbe fungere da agenzia di ricerca di occasioni di lavoro pubblico e privato, di formazione e di gestione di lavoro obbligatorio di base presso lo Stato o temporaneo presso i privati (in lavori socialmente utili sia manuali che non ad es. edilizia, assistenza sanitaria, ecc) per tutti i lavoratori aderenti.

2) il lavoratore non dovrebbe poter rinunciare all'offerta di lavoro proposta senza la conseguente esclusione

3)il lavoratore deve essere remunerato secondo il salario minimo di cittadinanza( ciò permetterà di evitare discrepanze nel mercato del lavoro)

4) l'introduzione dell'ente deve essere accompagnata dall'introduzione del contratto di lavoro unico prevista dai disegni di legge Ichino e altri e dalla riduzione drastica della possibilità di ricorso delle aziende al lavoro precario ( con l'innalzamento del costo dello stesso in modo da renderlo non conveniente rispetto all'ordinario)

5) il lavoratore deve avere il versamento base di contributi e accedere alla struttura sanitaria di base ( sarebbe meglio se dedicata oltre all'utilizzo dell'ospedale)
6) E' possibile che il lavoratore messo in ricollocamento dall'azienda possa avere nei quattro anni un salario inferiore a quello minimo garantito( ma questa è una scelta politica da sottoporre a dibattito)

7) la gestione di questa attività per la importanza strategica e per la sua portata innovativa non può essere affidata che ai migliori manager integrando e sviluppando le attuali strutture  degli Uffici provinciali del Lavoro ed i servizi sociali degli Ambiti Territoriali, integrati da risorse umane specializzate, nonché all'ISFOL e a Italia Lavoro;

 

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Riteniamo inoltre che oltre ad una politica del lavoro che assicuri l’obiettivo della flessibilità del mercato sia necessario combattere con fermezza tutele forme di illegalità presenti.

 

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Le recenti vicende di Pomigliano e di Mirafiori   riportano inoltre al centro del dibattito del lavoro il tema della rappresentanza sindacale e della contrattazione collettiva

E' conseguente quindi porsi l’obiettivo urgente  di definire sul piano normativo la rappresentanza e le conseguenti clausole di tregua conseguenti agli accordi sottoscritti.

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Gli aspetti considerati e le iniziative proposte non sembrano tuttavia sufficienti. La contraddizione fondamentale che rileviamo spesso nei nostri moderni sistemi economici è infatti l’incapacità del mercato di garantire il pieno incontro fra domanda e offerta di lavoro, con il risultato di costringere una parte della popolazione alla marginalità e alla mancanza di occupazione.

 

E’ per questo che è indispensabile che lo Stato metta in campo delle iniziative volte a garantire a tutti dei diritti universali: un salario di cittadinanza, un tetto, l’istruzione, la salute, la tutela complessiva dell’ambiente, la possibilità del reinserimento nel mondo del lavoro intervenendo direttamente in quanto le forze indipendenti del mercato non riescono ad assicurare tutto questo.

Si pone pertanto con urgenza la necessità di operare questi interventi:

 

- Accesso alle strutture pubbliche del lavoro (le cui caratteristiche sono state già indicate in precedenza per tutti coloro che al termine del periodo  previsto dal contratto di ricollocamento restassero senza lavoro) per tutte le risorse lavoro, marginali, disoccupate ed inoccupate in cambio di un salario di cittadinanza, adeguatamente disciplinato. E interessante a questo proposito l’attività svolta nella Regione Lazio in base alla legge regionale 4/2009(3)

 

-Avvio di un importante piano di edilizia pubblica e popolare

 

-Mantenimento della priorità della scuola pubblica su quella privata

 

-Mantenimento dell’attuale struttura sanitaria nazionale

 

 

La copertura di questi provvedimenti deve passare attraverso un concreto processo di redistribuzione della ricchezza a favore delle classi popolari utilizzando principalmente la leva fiscale ed un taglio selezionato della spesa pubblica , che ridistribuisca risorse a scapito della spesa per gli armamenti, la politica e gli sprechi.(4) Si deve provvedere  ad una seria lotta all’evasione fiscale (tracciabilità dei movimenti e  maggior ricorso alle pene detentive).

La copertura finanziaria può trovare il suo completamento sia con un maggior onere delle classi agiate nell’utilizzo dei servizi sociali, sia con un maggior peso della tassazione indiretta sui beni di lusso, sia sull’incremento del prelievo fiscale sui redditi elevati ( con aliquote da portare al 50% oltre 150.000 euro del 55% oltre 250.000 euro del 60% oltre 300.000 del 70% oltre 500.000 euro e dell’80% oltre 1.000.000 di euro ) ed i patrimoni:

- reintroduzione dell’ ICI sulla prima casa ;

- aumento dell’imposta di successione oltre i  250.000 euro

- aumento della aliquota su tutte le rendite finanziarie al 20% mantenendo quella al 27% sui depositi bancari;

-  tassa sulle transazioni finanziarie dello 0,05% riprendendo una proposta già presente in sede europea e compresa nel programma del PD


 

E’ il mondo della produzione e del lavoro l’asse politico e sociale a sostegno di questo piano di lavoro. Le imprese chiedono un quadro di riferimento chiaro, provvedimenti immediati, un piano e progetti di ampio respiro, che pongano il lavoro al centro di qualsiasi progetto politico. Le risorse di uno dei paesi più sviluppati del mondo devono essere orientate verso il lavoro e non verso la rendita parassitaria  e/o la finanza, soprattutto quella speculativa.

(1) http://www.pietroichino.it/?p=2511  progetto flexsecurity

 

(2) confronta sull’argomento:

a)   http://www.pietroichino.it/?p=6989  tabella sinottica di quattro disegni di legge presentati dal PD

b) http://www.senato.it/loc/link.asp?tipodoc=DDLPRES&leg=16&id=315947

Disegno di legge Treu, Passoni, Ichino ed altri

c) http://www.pietroichino.it/?p=7216 Disegno di legge Madia

d) Disegno di legge Nerozzi “Istituzione del contratto unico d'ingresso” (ispirata da Tito Boeri e Pietro Garibaldi)

http://www.pietroichino.it/?p=7306

 

 

(3) Lazio. Istituzione del reddito minimo garantito. Sostegno ai redditi in favore dei disoccupati, inoccupati o precariamente occupati. -L.R. 4/2009 legge regionale Data del Provvedimento 3/20/2009 Nome della legge Lazio. Istituzione del reddito minimo garantito. Sostegno ai redditi in favore dei disoccupati, inoccupati o precariamente occupati. Previsione finanziaria 20 milioni di euro per il 2009, 10 milioni di euro per il 2010, 10 milioni di euro per il 2011 . Obiettivi: con il riconoscimento del reddito minimo la regione intende favorire l’inclusione sociale per disoccupati, inoccupati e precariamente occupati e combattere la diseguaglianza e l’esclusione sociale, rafforzando le politiche finalizzate al sostegno economico, all’inserimento sociale dei soggetti maggiormente esposti al rischio di marginalità nel mercato del lavoro.
Contenuti principali: Sono beneficiari del reddito minimo garantito i disoccupati, gli inoccupati, i precari e i lavoratori privi di retribuzione che abbiano residenza nella regione Lazio da almeno 24 mesi, siano iscritti nell’elenco anagrafico dei centri per l’impiego (con l’eccezione dei lavoratori privi di retribuzione), abbiano un reddito personale imponibile non superiore a 8mila euro nell’anno precedente la presentazione dell’istanza, non abbiano maturato i requisiti per il trattamento pensionistico.
Ai disoccupati e agli inoccupati viene corrisposta una somma di denaro non superiore a 7mila euro annui, rivalutati sulla base degli indici sul costo della vita elaborati dall’ISTAT. Anche per i precari e i lavoratori privi di retribuzione è previsto un contributo di massimo 7mila euro, calcolati tenendo conto del criterio di proporzionalità riferito al reddito percepito nell’anno precedente. In ogni caso la somma fra il reddito percepito e il beneficio erogato dalla regione non può essere superiore a 7mila euro.
Le amministrazioni provinciali e comunali, nell’ambito delle proprie competenze e risorse, possono prevedere per le categorie citate dalla legge ulteriori interventi. Anche la regione, “compatibilmente con le risorse disponibili, istituendo ovvero rifinanziando annualmente con legge finanziaria un apposito capitolo di bilancio, può contribuire al finanziamento di ulteriori prestazioni. Fra quelle previste: la circolazione gratuita sulle linee di trasporto pubblico, la fruizione di attività e servizi di carattere culturale, ricreativo e sportivo, contributi al pagamento di libri di testo scolastici, contributi per ridurre l’incidenza del canone d’affitto sul reddito percepito.

Per accedere alle prestazioni, i progetti in possesso dei requisiti, i beneficiari devono presentare istanza al comune capofila del distretto socio sanitario cui appartiene il comune di residenza. Sulla base dei criteri stabiliti da regolamento successivo alla legge, le province adottano una specifica graduatoria dei beneficiari delle prestazioni. Le province presentano all’assessorato competente in materia di lavoro, una relazione annuale sull’utilizzo dei fondi erogati dalla Regione.
Le prestazioni riferibili al fondo di garanzia sono sospese qualora il beneficiario sia assunto con contratto di lavoro subordinato o parasubordinato sottoposto a termine finale, o qualora partecipi a percorsi di inserimento professionale.

Altra causa di sospensione è la falsa dichiarazione anche riguardo ad uno solo dei requisiti richiesti dalla legge: l’erogazione viene subito interrotta e il beneficiario è tenuto alla restituzione di quanto indebitamente percepito. Inoltre è escluso dalla possibilità di richiedere l’erogazione di tali prestazioni, pur ricorrendone i presupposti, per il doppio de3l tempo in cui abbia indebitamente beneficiato dei contributi messi a disposizione dalla Regione.
Si decade dai benefici al raggiungimento dell’età pensionabile (65 anni), ovvero successivamente alla stipula di un contratto di lavoro subordinato a tempo indeterminato, ovvero nel caso in cui il soggetto svolga un lavoro di natura autonoma, qualora il reddito percepito sia superiore a 8mila euro l’anno.
La decadenza è prevista anche nel caso in cui il beneficiario rifiuti una proposta di impiego offerta dal centro per l’impiego territorialmente competente. La decadenza non opera se l’offerta non tiene conto del salario precedentemente percepito dal soggetto, della professionalità acquisita, della formazione ricevuta e del riconoscimento delle competenze formali ed informali in suo possesso.

Fonte: Bollettino ufficiale della Regione Lazio del 28 marzo 2009 n. 12


 

(4)sono interessanti a questo proposito le osservazioni e le proposte riportate da A. Tonelli nei suoi interventi al Circolo PD On Line “Libertà è partecipazione” di cui riporto i link per la consultazione:

 http://circolopd.ning.com/forum/topics/dove-prendere-i-soldi-c

http://circolopd.ning.com/forum/topics/dove-prendere-i-soldi-a

http://circolopd.ning.com/forum/topics/dove-prendere-i-soldi-b

 

 

 


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24 luglio 2010
Nessuno tocchi i blog

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29 aprile 2010
La Scuola tagliata


Appello per la scuola pubblica. Firma per il futuro dell'Italia


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23 aprile 2010
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